La Fondatrice

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La Fondatrice

Santa Francesca Saverio Cabrini

S. Francesca Cabrini

 

"Sul piroscafo Bourgogne che il 23 marzo 1889 stava salpando da Le Havre diretto in America erano imbarcate sette giovani suore italiane o, per meglio dire, lombarde (con una emiliana e una veronese), alloggiate in tre cabine di seconda classe. Spiccava nel piccolo gruppo la Superiora Generale della nuova congregazione – le Missionarie del Sacro Cuore – Francesca Cabrini. Si trattava di una donna minuta e fragile dagli intensi occhi azzurri e un fare semplice ma sicuro, che contrastava con il disorientamento dipinto sul volto delle altre giovani – avevano visto il mare solo da lontano ed erano abituate a vivere in un contesto familiare – davanti alle onde e alla eterogenea folla che divideva con loro la grande nave. Prima ancora che riuscissero ad ambientarsi, erano state colte dal mal di mare, fastidiosa compagnia che non le avrebbe lasciate quasi mai fino alla loro destinazione, New York.


La seconda metà del 1800, era senza dubbio, un tempo difficile per la Chiesa, da poco libera dal potere temporale, ma turbata all’interno da correnti contra-stanti tra la spinta alla modernità e l’attaccamento alla tradizione; per l’Ita-lia, ancora lacerata dalle guerre d’indi-pendenza, impegnata a costruire la difficile unità politica e territoriale; per molti strati del popolo italiano ancora chiuso nella ristretta società agricola, povero e analfabeta, costretto ad una emigrazione massiva verso il nord e il sud America.


Così inizia la biografia di Santa Francesca Saverio Cabrini, scritta da Lucetta Scaraffia, professoressa di Storia moderna e scrittrice, autrice di numerose ricerche sulla religiosità femminile.

La situazione degli emigranti italiani che Madre Cabrini trovò negli Stati Uniti non fu la sola a far capire alla giovane Fondatrice quale sarebbe stata la sua missione. Ella capì che occorreva il coraggio di comprendere la nuova società americana, scoprirne i valori e fare in modo che gli italiani non perdessero i propri, ma in un maturo processo di integrazione, riuscissero a farsi apprezzare, rispettare e a far scomparire i tanti pregiudizi che su di essi incombevano. Le difficoltà erano molte ma il suo amore per Dio e per i suoi fratelli e sorelle emigranti, suscitarono in lei nuove capacità e nuovi talenti che sarebbero stati la base delle sue opere. Il talento però che Madre Cabrini e le sue Missionarie svilupparono con maggiore successo fu una fiducia illimitata nel Sacro Cuore di Gesù da cui Essa attingeva energia e coraggio per non spaventarsi di fronte a difficoltà apparentemente insormontabili. La stessa gente che partiva lasciando la propria terra, senza una preparazione adeguata, l’avrebbe comunque aiutata a vivere, con fede cristiana, le grandi sfide che si presentavano, e ad affrontarle con dignità sapendo che il nostro destino è sempre nelle mani di Dio.

Ciò che caratterizzava comunque la gente semplice, soprattutto quella che partiva in cerca di una vita migliore, era la fede cristiana cattolica, vissuta nel sacrificio e nella fedeltà a valori fondamentali da sempre insegnati e praticati dalla Chiesa.


L’arrivo però, spesso trauma-tico, in terre straniere, scon-volgeva il tessuto umano e morale di molti italiani emi-granti costretti dalla necessità a dimenticare le loro radici cultu-rali e religiose. Soprattutto negli Stati Uniti di America, terra sognata come ideale per risol-vere i fondamentali problemi dell’esistenza: il lavoro, l’educa-zione dei figli, la salute, il fu-turo, gli italiani trovavano inve-ce rifiuto, emarginazione, pre-giudizio e spesso venivano coin-volti in situazioni incerte da gruppi criminali e devianti.

A questa situazione arrivava, nell’Aprile del 1889, Madre Francesca Cabrini, fondatrice dell’Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore. Era nata a Sant’Angelo Lodigiano, il 15 Luglio 1850, decima di undici figli, dei quali ne sopravvissero solo quattro, lei compresa, da una semplice e cristiana famiglia di agricoltori. Educata alla rigida scuola della sorella Rosa, Francesca si formò nel carattere e nello spirito aiutata dalla famiglia, da ottimi direttori spirituali, al dovere e alla responsabilità verso se stessa e gli altri. Diplomatasi maestra coltivava nel cuore il desiderio di consacrarsi a Dio e di partire Missionaria in Cina. Diverse vicende le impedirono di realizzare questo sogno coltivato fin da bambina, fino a quando nel 1880, il Vescovo di Lodi, Mons. Domenico Gelmini le consigliò di fondare lei stessa una Congregazione missionaria.


Il sogno missionario orientato alla Cina, venne sostituito dal dramma degli emigranti italiani e, ascoltando la proposta del Vescovo di Piacenza, Giovanni Battista Scalabrini, e soprattutto con l’appoggio del Papa, Leone XVIII, impegnò tutta la sua vita a costruire Scuole, educandati, ospedali, per ridare ai suoi connazionali la dignità di essere italiani nel rispetto della propria cultura, della propria fede cattolica ma anche per aiutarli a comprendere i valori della società di accoglienza. Come dice ancora l’autrice citata:

"La sua profonda preoccupazione per gli emigrati italiani, ben evidente nelle prime lettere dall’America – «Quanto è vasto il campo di attività per portar del bene ai nostri poveri italiani! Essi sono abbandonati e visti molto male dal pubblico di lingua inglese. Non sopportano la vista degli italiani» – non le impedisce di comprendere e apprezzare le caratteristiche del paese in cui si trova ad operare. Soprattutto, capì subito che l’America offriva una vera possibilità di assimilazione che, vissuta bene, poteva diventare una via di riscatto per gli immigrati: la sua scelta fu, fin dal primo momento, quella di trasformare un esercito d’italiani ignoranti e poveri in cittadini americani."


La Congregazione si sviluppò nel Nord e nel Sud America, in vari Paesi europei dove Madre Cabrini, inviava centinaia di Missionarie per evangelizzare, promuovere la donna, afferma-re i valori della fede cristiana, difendere la vita dei più poveri ed esclusi.

Madre Francesca Cabrini mo-riva a Chicago il 22 Dicembre 1917, e venivano riconosciute le sue virtù cristiane e missio-narie con la Beatificazione il 13 Novembre 1938, e la Canonizzazione, il 7 Luglio 1946.