Gli Emigranti

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Gli Emigranti

L'Apostolato fra gli Emigranti

“….Mentre, seduta nel comodo carrozzone della Ferrovia Santa Fè che doveva trasportarmi a Los Angeles, il mio sguardo spaziava su quelle immense pianure, popolate intorno a Denver dai casolari dei nostri agricoltori italiani, e più in là, deserte, con immensi tratti vergini ancora, il mio pensiero correva ai nostri emigrati che in sì numerose falangi sbarcano annualmente sulle rive dell'Atlantico, affollando sempre più le già popolose città dell'Est, e ivi incontrano stenti molti e poco profitto….

Non voglio negare che vi siano dei vantaggi in questi terreni immensi, vergini, fertilissimi per il nostro agricoltore: essi certamente offrono all'emigrante lavoro ed agiatezza, ma faccio voti che sorgano anime veramente generose che si prendano a petto gl'interessi del povero e con coscienza lo indirizzino  bene quando approda a queste spiagge. Vi assicuro intanto che mi è di sommo conforto il constatare nel mio giro delle nostre missioni il bene che si fa dalle nostre istituzioni a favore degli emigrati. Quello che per la nostra condizione di donne non ci è lecito fare su ampia scala, aiutando a risolvere importanti problemi sociali, nella nostra piccola sfera si fa in ogni Stato, in ogni città dove sono aperte le nostre case. In esse si ricoverano gli orfani, gli ammalati, i poveri: si istruiscono migliaia di fanciulli non solo, ma immenso è il bene che si fa mediante il contatto col popolo che tali istituzioni di carità agevolano alle Suore della Colonia…..”

Così scriveva Santa Francesca Cabrini, viaggiando fra le campagne del Colorado, negli Stati Uniti, nel 1906. Oggi, sebbene in situazioni diverse, lo stesso si potrebbe dire per il lavoro silenzioso e significativo che le Missionarie del Sacro Cuore compiono in varie zone di emigrazione: Stati Uniti, Australia, Europa, Messico: in questa missione messicana da pochi mesi le Missionarie si sono insediate nella zona di frontiera tra Messico e Stati Uniti per orientare e soccorrere gli emigranti in quel drammatico passaggio.

In Italia nelle scuole vengono affettuosamente integrati bambini di ogni nazionalità, con progetti diversi di scolarizzazione. I piccoli immigrati vengono coinvolti insieme alle loro famiglie alla conoscenza della cultura e della lingua italiana, imparano la convivenza serena ed arricchente, si preparano a conoscere le leggi della società, in uno scambio di reciproca stima a cui le Missionarie  con i loro collaboratori e collaboratrici laici sono abituati per la loro cultura all’internazionalità. La loro presenza, inoltre, permette agli alunni italiani di conoscere altre culture, altre geografie che una volta potevano vedere solo sui libri.

Negli ospedali, ormai il personale, sanitario, amministrativo e quello dei vari servizi, è di ogni nazionalità e permette di dare accoglienza e assistenza a persone di cultura e lingue diverse, facilitando la comprensione dell’assistenza, delle cure e dei rapporti con le leggi della sanità.

Nei Centri di Spiritualità e nelle Case di Riposo, l’incontro con gli emigranti fa parte della vita ordinaria. Gli emigranti possono usufruire di una pastorale che favorisce le celebrazioni religiose della propria terra; di orientamento per conoscere le istituzioni relative alla loro permanenza nel territorio italiano; di accoglienza e aiuto materiale e spirituale.