La Missione Ospedaliera

 < Attività
La Missione Ospedaliera

L'attività Sanitaria/ospedaliera

Nella prima biografia di Santa Francesca Saverio Cabrini, scritta da Madre Saverio de Maria, una Missionaria del Sacro Cuore che ebbe la fortuna di conoscere e viaggiare per qualche tempo con Madre Cabrini, si legge della difficoltà che la Madre aveva nell’accettare la missione ospedaliera. La giovane Congregazione era preparata più che altro per la catechesi, l’educazione, l’assistenza agli emigranti sotto vari aspetti, ma non per gli ospedali. La Provvidenza però si rivelò alla Santa, non solo con i saggi consigli di persone religiose ma anche con un fatto che così viene raccontato dalla biografa:

 

“In fondo ad una corsia dell’ospedale di carità di New York, le Suore incontrarono un giorno un povero Italiano, il quale, felice nel sentire che quelle Religiose parlavano la sua lingua, le richiese di volergli leggere una lettera da lui ricevuta tre mesi prima, di cui ignorava il contenuto, non avendo mai trovato persona che gli rendesse questo servizio. Purtroppo il povero infermo passò dalla più dolce letizia alla più angosciosa desolazione, poiché la lettera gli portava notizia della morte di sua madre, avvenuta già da vari mesi. Quel poverino era inconsolabile; con lui piangevano le Suore, profondamente commosse dal suo dolore, e pianse pure la Madre quando le venne raccontato il fatto. Le parve di provare tutta la pena del totale isolamento in cui doveva esser vissuto quell’infelice per tanti mesi; immaginò come le angosce morali fossero state per lui assai più penose dei dolori fisici, e allora più che mai comprese come un ospedale offrisse modo, non solo di praticare una delle opere di misericordia più gradite al Cuore di Dio, ma di sollevare molti mali morali e spirituali; sentì che il ritardare più a lungo ad assumersi un lavoro che Dio stesso le metteva dinanzi, poteva essere un resistere alla sua Volontà.”


Così iniziò la missione ospedaliera delle Suore Missionarie del Sacro Cuore: in New York, in Chicago, in Seattle, e più tardi in Australia ed in Italia, e nelle missioni più emarginate, con ambulatori  e centri sanitari, in Swaziland, Etiopia, Guatemala, Brasile.
Nel progetto missionario di Santa Francesca Cabrini, ancora oggi, per le Missionarie, è una priorità la difesa della vita in tutte le sue fasi. La cura degli infermi, di qualunque genere, è il luogo privilegiato per testimoniare il valore della vita nel  farsi prossimo di chi è ferito, chinandosi come il Buon Samaritano, non solo a curare, ma laddove è possibile a prevenire e diffondere la logica di diritti inalienabili di ogni persona e di ogni popolo, quali il nutrimento, la sussistenza, la sanità, l’istruzione. Nello spirito di accoglienza e di famiglia che caratterizza gli ospedali cabriniani, le Suore Missionarie insieme ai loro collaboratori laici, svolgono un lavoro di promozione della cultura della vita sviluppando proficue collaborazioni tra Ospedali e diverse attività ambulatoriali delle missioni.