Brasile

Assistenza alle famiglie immigrate

Il Centro Sociale per Bambini, situato al centro di Sào Paulo, riceve sussidi finanziari da parte del governo locale per il sostentamento degli immigranti della Provincia del Brasile. Le famiglie a basso reddito aiutate da questo Centro vengono dal Nordest del Brasile, dalla Bolivia, dal Cile, dal Paraguay e dall'Uruguay. Molti sono analfabeti e la maggior parte di loro lavora come venditore ambulante, operaio ed inserviente. I bambini e le loro famiglie vivono in povere baracche e in strutture inadeguate. In molte famiglie sono le madri che, oltre a preoccuparsi dell'educazione dei propri figli, lavorano per provvedere al fabbisogno familiare. Il nostro Centro Sociale serve 114 bambini, per l'80% immigranti. Il nostro interesse è garantire una formazione spirituale e culturale, ma anche sostenere le famiglie offrendo loro spazi e opportunità per l'educazione, cibo, sicurezza, e insegnando ad amare il prossimo con la stessa intensità con cui essi amano le proprie famiglie. Si tratta di una popolazione vulnerabile perché vive in condizioni igieniche precarie, hanno una nutrizione inadeguata, le cure sanitarie sono rudimentali e vivono in quartieri in cui è presente un elevato tasso di criminalità. Questa situazione è il risultato della disparità socio¬economica, poiché la concentrazione delle risorse e delle ricchezze riguarda solamente i ceti alti, i quali hanno il controllo della situazione. Il Centro Sociale si ritiene fortunato, in quanto 18 insegnanti laici collaborano insieme a Sr. Marisa Bontempo Reis, MSC, che si dedica completamente alla missione.
Come è iniziato questo programma? Nel 2006, una coppia di sposi, David e Veronica Flores Mamani, hanno lasciato la Bolivia per emigrare in Brasile in cerca di una vita migliore. L'anno seguente Veronica diede alla luce una figlia, Shirley Clarisse, che entrò a far parte del centro all'età di due anni...
Questa storia è comune a molte persone che frequentano il nostro Centro Sociale. Loro vedono il Brasile come la terra delle opportunità. Questo è il motivo per cui migliaia di persone, ogni anno, lasciano il proprio paese di origine e fuggono dalla povertà e da una economia di sopravvivenza, nella speranza di avere una vita migliore per loro stessi e per i loro bambini. David Flores ha detto: "In La Paz, Bolivia, lavoravo per poter sfamare la mia famiglia; non avevo una terra e quanto guadagnavo non era mai abbastanza; così ho deciso di lasciare il mio paese". La motivazione di David è la stessa che spinge molti altri ad emigrare in cerca di un impiego e poter vivere dignitosamente.
A volte, queste speranze svaniscono lasciando spazio alla frustrazione e all'umiliazione. Quando gli immigranti raggiungono Sào Paulo, la realtà è completamente differente! Addirittura, pur lavorando dalle sei del mattino fino mezzanotte, non guadagnano abbastanza per sfamare la propria famiglia!
La storia di David rivela come le aspettative e le grandi ambizioni, rimaste salde per molto tempo, svaniscono velocemente una volta scontratesi con la vera realtà. Gli immigranti della Bolivia, spesso ricevono offerte da agenti di Sào Paulo i quali, persone senza scrupolo, approfittandosi della loro disperazione offrono lavoro in cambio di una misera paga. In questo contesto gli immigranti, specialmente coloro che sono privi del visto, sono oggetto di sfruttamento da parte dei datori di lavoro che curano esclusivamente i propri interessi. Questo succede alla maggior parte dei lavoratori immigrati a Sào Paulo.
Dopo che gli immigranti si stabiliscono all'interno della città, essi iniziano un processo di inserimento all'interno della società, vivendo fraternamente insieme agli altri. Naturalmente, le difficoltà di comunicazione sono significative poiché la maggior parte degli immigranti parla spagnolo e non portoghese. Coloro che hanno una maggiore preparazione vengono indirizzati nel settore produttivo, in particolare quello tessile. Infatti quest'ultima è una delle vie in cui gli immigranti possono realizzare i propri sogni, avere una vita migliore e dignità per se stessi e per le proprie famiglie.
Sr. Marisa Bontempo Reis, MSC