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Londra: Scuola Elementare S. Francesca Cabrini

Madre Cabrini, un secolo fa, ha fondato personalmente questa scuola. Oggi, è la scuola che, nell'Istituto, presenta una maggiore diversità etnica, infatti il 90% degli studenti sono immigrati o figli di immigrati (mentre nelle altre scuole la media nazionale è del 26%). Il 51% dei nostri studenti parlano l'inglese come seconda lingua, in contrasto con il 16% della media nazionale. I bambini emigrati provengono dai 25 diversi paesi dell'Africa, del Sud America, dell'Asia e dell'Europa dell'Est. Questi includono: Ghana, Malawi, Nigeria, Sierra Leone, Liberia, Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Caraibi, Cina, India, Sri Lanka, Filippine, Vietnam e altri Paesi europei.
Lo spirito che anima la Scuola Elementare Santa Francesca Cabrini è centrato sull'accoglienza e invita i bambini ed i loro familiari a prendere parte ad una nuova famiglia educativa conforme al carisma di Madre Cabrini. Una particolare attenzione è rivolta a tutti coloro che non conoscono la lingua inglese, infatti, quando necessario, vengono realizzate delle traduzioni sia per i bambini che per i familiari. La scuola, inoltre, offre un posto speciale ai genitori immigrati, preoccupandosi non solo della loro integrazione all'interno della nuova cultura, ma che raggiungano una posizione dignitosa nella società inglese.
La nostra Scuola ha ottenuto un riconoscimento a livello nazionale per l'eccellente lavoro svolto e per il suo contributo offerto all'educazione Inglese. Nel 2009, un articolo della Diocesi di Southwark riportava quanto segue: "Santa Francesca Cabrini è un'esemplare scuola cattolica dove, ancora oggi, è vivo il desiderio di garantire un ambiente educativo caldo e spirituale, in cui tutti, docenti, studenti e genitori, lavorano insieme per sviluppare al meglio il loro potenziale. " Nello stesso anno, l'Ispettore di Stato Governativo Inglese (OFSTED) aveva dichiarato: "L'etica Cattolica permea la scuola e offre agli studenti il privilegio di un'eccellente crescita a livello culturale, sociale, morale e spirituale".
Sig.ra Maria Lawton-Quinn


Londra: Immigrazione e inculturazione della comunità ecclesiale

A volte nei piccoli e nei grandi forum, si riempiono la bocca parlando di libertà e di diritti umani, ma di quali diritti umani parliamo? Di quale libertà? Per secoli l'umanità è stata in continuo movimento spostandosi da un paese all'altro ma, i flussi migratori non hanno mai avuto così tanta attenzione come ora. Il motivo principale è la tremenda differenza tra i paesi. Quindi, dov'è la libertà di movimento delle singole persone?
Le persone sole e malate che vediamo in un ospedale è vero che ricevono le cure adeguate, le quali non sarebbero possibili nel loro paese, ma gli affetti delle loro famiglie non possono essere sostituiti. Perché malgrado i certificati medici, bisogna aspettare mesi affinché un figlio, una sorella, un parente possa viaggiare per accompagnare chi è gravemente malato? .. .E questo se si ottiene.
Dov'è il diritto ad avere un lavoro? A Londra la Chiesa Cattolica, utilizzando differenti approcci, sta cercando di ottenere i diritti per gli immigranti, tante volte non rispettati.
L'immigrazione è un fenomeno naturale e non recente, la novità sta nella dimensione del problema. L'importante è analizzare se gli effetti positivi compensano quelli negativi del fenomeno che i governi sostengono ci siano. L'emigrazione Europa a suo tempo portò benefici culturali nei Paesi Extraeuropei dovuto ad un maggior sviluppo culturale, ma ha anche avuto effetti disastrosi sull'ambiente.
Oggi, nella zona in cui lavoriamo possiamo notare che gli immigranti extra-europei portano benefici economici al paese, ma in particolare ci regalano una fede viva, capace di risvegliare e di rafforzare la nostra fede addormentata, tenendo vivi quei valori che un tempo gli abbiamo mostrato. Osservando l'età della nostra popolazione, ci rendiamo conto che la presenza degli immigranti porta una ventata di vita; bambini e ragazzi riempiono le nostre chiese, loro sono il futuro, il nostro futuro.
Tuttavia, il problema più grande dell'immigrazione è il suo carattere multiculturale. L'immigrante che riesce ad integrarsi viene accettato dalla società che lo accoglie, però, perché si realizzi questa integrazione è necessario lavorare da entrambe le parti. Parliamo di un processo lento e a volte difficile che necessita non solo del rispetto reciproco ma anche dell'affetto e dell'accoglienza generosa. Noi tentiamo di mettere il nostro granello di sabbia perché la convivenza e l'integrazione di una realtà sia meno indolore possibile, in cui i diritti delle persone siano rispettati. "Venite, benedetti dal Padre mio...perché io ero forestiero e mi avete accolto".
Sr. Hildegarde Cid, MSC