Lettera da Sr. Maria, msc

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Lettera da Sr. Maria, msc

Lettera di una Missionaria ad una giovane

Carissima,

Chi ti scrive è un’anziana Suora Missionaria che ha trascorso oltre cinquant’anni nella Congregazione religiosa fondata da Santa Francesca Saverio Cabrini. Questa Santa non è conosciuta in Italia, come altre Sante, ma vorrei che tu la conoscessi e ti entusiasmassi per la vita missionaria come è capitato a me tanti anni fa.


Ero una giovane come te, desiderosa di dare un senso profondo alla mia vita. A quel tempo, assistevamo al passaggio tra una cultura semi romantica ad un’altra più spericolata, apparentemente più intraprendente, meno legata ai valori della tradizione perché si pensava che questi avevano tolto alle persone la libertà di formarsi secondo criteri spontanei e aperti alla creatività e per questo si contestava molto l’autorità familiare, scolastica, politica, religiosa che metteva in discussione perfino l’esistenza di Dio a cui si attribuiva la causa dell’autoritarismo che aveva reso impossibile la vita della gente. Infatti, in quegli anni sessanta e settanta del secolo scorso, abbiamo assistito ad una rivoluzione culturale molto complessa che, pur avendo portato alcune ottime esperienze, nel campo dell’arte, della musica, della scienza, della stessa religione, (ricordiamo il Concilio Vaticano II), ha anche portato a tanti fallimenti che sono sfociati in drammi umani e sociali di cui certo avrai sentito parlare.


Io non voglio qui, farti un’analisi di quel periodo, ma voglio solo dirti che per me era maturata una coscienza sociale e morale nella quale, pur apprezzando le nuove idee che emergevano, venivo attratta dalla forza prorompente del Vangelo di Gesù di Nazareth, il quale certo non prometteva una vita facile, ma faceva appello alle forze più genuine che sono dentro di noi e che sono chiamate a lottare contro tanti poteri che sono dentro e fuori di noi. Per esempio, un potere oscuro che anche a quel tempo minava le nostre coscienze, era quello che veniva da una critica superficiale e banale che si faceva alla Chiesa senza conoscerne né la storia né la missione, ripetendo in modo pedissequo quello che dicevano certi leader dalle cattedre universitarie, o dai giornali, o dalla politica. Oppure, un altro potere che veniva a prendere il posto delle autorità che si contestavano, era quello delle mode che facevano schiavi fior di giovani trascinandoli nell’esperienza della droga e della noia fino a non trovare senso in niente. Allora sai che cosa ho fatto io? Ho deciso di uscire dalle ambiguità e sono entrata in Convento. Cioè, non in clausura ma ho scelto di far parte di una Congregazione Religiosa Missionaria.


A quel tempo la Vita Religiosa era molto esigente: preghiera, lavoro, sacrificio, osservanza dei Voti e delle Regole, tutto veniva presentato in modo un po’ rigido, però era il contrario di tutto quello che si viveva nella nostra nuova società, e anche se mi costava un po’ vivere in quel modo, dopo ho cominciato ad apprezzare la parte più positiva. Ovvero, la possibilità che mi dava quella forma di educazione ascetica di dare un po’ di disciplina al mio disordine interiore ed esteriore; l’opportunità di cercare, in tutte le cose, il bene per bene e non per vanità; l’esercizio di un continuo discernimento per cercare di fare sempre la cosa giusta. Ho imparato molte cose che, forse non avrei potuto imparare in altre situazioni di vita. E poi, ti dico la verità, il bisogno crescente di lasciarmi incontrare da Dio, mi dava una spinta interiore a continuare a cercare.


Poi la grande avventura della vita missionaria. Niente di romantico e di soddisfacente, ma molto di impegno, di solidarietà, di condivisione con i dimenticati del mondo, e anche di incontro con la bellezza delle culture, e le tante sfide per vincere le tentazioni che le difficoltà ci mettono davanti.. Ti dico: bisogna provare per credere.


E l’incontro con Santa Francesca Cabrini, questa grande avventuriera di Dio che mi ha insegnato ad amare le difficoltà e a non rimanere inerme davanti ad esse, ma a prenderle come un mezzo per crescere nell’anima e nella vita. Sono le piccole e grandi cose che si imparano nella vita religiosa ed era questo che volevo dirti. Grazie per avermi ascoltato e auguri per il tuo avvenire.

Con affetto, Sr. Maria, MSC