Testimonianze

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Assemblea della Famiglia Cabriniana - Madrid settembre 2013

Il sogno di Santa Francesca Cabrini
Riflessioni a margine dell’Assemblea Famiglia Cabriniana Madrid 2013

“Che bello spettacolo …. vedere tante persone, di diverse nazioni e di diverse lingue, tutti uniti nella stessa famiglia religiosa, congiunti con un nodo assai più forte di quello della parentela, il nodo soave della dolce, sublime carità del Cuor Santissimo di Gesù” (SFC). Ed è proprio il Sacro Cuore che ci accoglie all’entrata del “Colegio Santa Francisca Javier Cabrini” a Madrid dove la Famiglia Cabriniana si è riunita il 28 e 29 settembre in occasione dell’Anno della Fede.
Nel fermarsi a riflettere sulla portata del messaggio evangelico nella vita quotidiana degli appartenenti, a vario titolo, alla famiglia Cabriniana non si potevano non cogliere i proficui spunti di riflessione derivanti dal magistero contemporaneo ed inseriti nella salda tradizione della Dottrina Sociale della Chiesa. L’aspirazione universale alla Santità, frutto della specifica vocazione individuale diviene, infatti, punto nodale delle riflessioni e delle testimonianze di ciascun fedele inserito in una dimensione comunitaria. Proprio in tale dimensione, spesso, può facilmente riscoprirsi quella luce che indica il percorso di Fede da seguire.
Papa Francesco definisce, nella Lumen Fidei, l’espressione “la luce della fede” come quell’e-spressione attraverso la quale la tradizione della Chiesa ha indicato il grande dono portato da Gesù (“Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre” Gv 12,46) ed afferma inoltre: “nelle grandi Cattedrali la luce arriva dal cielo attraverso le vetrate dove si raffigura la storia sacra. La luce di Dio ci viene attraverso il racconto della sua rivelazione, e così è capace di il-luminare il nostro cammino nel tempo …”
La mirabile immagine della luce che provenendo dal cielo filtra attraverso la storia sacra rappresentata sulle vetrate di una Grande Cattedrale rinvia al percorso in terra di molti uomini e donne chiamati alla Santità, che hanno saputo leggere in quella luce il retto cammino da seguire. I Santi sono come le vetrate: filtrano la luce di Dio ed è attraverso Madre Cabrini che tutti i partecipanti sono stati chiamati a ripercorrere ciascuno il proprio percorso di fede.
Il cammino di fede è, inizialmente cammino personale e si alimenta nel con-fronto continuo con il Maestro, Dio pedagogo, che non lascia mai domande senza risposte, sebbene queste ultime si rivelino in tempi e luoghi diversi dai nostri, nell’ambito del continuo divenire della Storia dell’umanità. E’ un cammino che trova nutrimento quotidiano mediante diversi strumenti, “gli alimenti della fede”, e che si tramuta da personale a comunitario spingendoci ad andare avanti senza paura sicuri dell’arricchimento reciproco frutto delle varie forme di testimonianza della fede: chi evangelizza sarà evangelizzato.
Percorrere la strada della fede comporta conseguentemente l’onere ed il dovere della testimonianza. “Io sono con voi ogni giorno” (Gv 20, 1-9) diceva Gesù ed il fedele è oggi chiamato, contrastando il dilagante relativismo nichilista, ad essere ogni giorno testimone dell’unica verità. Fornire una testimonianza di limpida fede, traducendo così la nostra opera in una forma di apostolato non solo materiale ma anzi principalmente spirituale, ciascuno secondo il proprio grado di partecipazione e nel proprio ambito di vita professionale e familiare ma in profonda unione di intenti, diviene infatti imprescindibile nel percorso di ciascun fedele.
Proprio l’approfondimento di tali temi, dalla portata generale, è stato quindi oggetto di discussione nei vari gruppi di interesse che hanno animato l’Assemblea. Le questioni affrontate hanno così toccato vari ambiti egualmente sensibili quali l’educazione, la sanità, il volontariato, i giovani, gli anziani, la famiglia e l’emigrazione.
Punto di partenza dell’analisi e fondamento di ciascuna testimonianza è da rinvenirsi nell’affermazione che il lavoro è parte integrante dell’identità dell’uomo, fare bene il proprio lavoro è testimonianza di fede, silenziosa, ma che si traduce nella forza dell’esempio.
Ne è conseguentemente derivata una considerazione ineludibile: la testimonianza quotidiana deve permeare la vita di ciascuno così come permea lo spirito degli evangelizzatori. Ne è esempio il caso del meraviglioso Carisma di Santa Francesca Cabrini. Imprescindibilmente infatti l’attività evangelica e di assistenza spirituale si è fusa in Lei con l’attività di assistenza materiale. Oggi il carisma di fondazione, divenuto Carisma comunitario consente a tutti noi di perseguire con sempre maggiore efficacia il messaggio di fondazione.
“Fondo una nave Cristoforo” (portatrice di Cristo) afferma Santa Francesca Ca-brini ed in effetti la nuova evangelizzazione altro non è se non portare Cristo a chi non lo conosce e soprattutto a quelli che lo hanno dimenticato (lo diceva Madre Cabrini e lo ha detto Papa Benedetto XVI nell’istituire l’Anno della Fede).
Dalle parole, riferite a Madre Cabrini, e pronunciate in un susseguirsi serrato dagli oratori e dagli intervenienti in seno all’Assemblea emerge la figura di una donna esile eppur forte (“tutto posso in colui che mi dà forza”), che si adatta alle situazioni ambientali come una cascata, che opera con stile ed il suo stile è la cortesia, l’educazione, la puntualità, la professionalità e l’amore. Ama il bello (cerca strutture belle in luoghi belli) e ripristina l’immagine bella dell’Italia all’estero, dà lezioni di geografia umana, di rispetto delle donne e di integrazione multiculturale. Santa Francesca Cabrini è dentro il suo tempo e ne coglie i segni postivi. E’ pragmatica e per questo vuole progetti chiari, programmazione economica, studio della situazione socio-culturale e l’autorizzazione del Papa. E’ testimonianza di fede attiva e fattiva.
Grazie a queste doti il suo “sogno” diventa un susseguirsi di fondazioni ed istituzioni nelle Americhe ed in Europa.
Sentendo riecheggiare le sue parole, dunque, abbiamo riflettuto sugli obiettivi comuni per la nostra Missione e i mezzi per raggiungerli. Ne è derivata una considerazione condivisa: tutti noi ereditiamo un sogno realizzato e siamo chiamati a dare corpo a questa vocazione.
“Nell’unità con la fede e la carità, la speranza ci proietta verso un futuro certo … Non facciamoci rubare la speranza, non permettiamo che sia semplificata con soluzioni e proposte immediate che ci bloccano nel cammino, che frammentano il tempo trasformandolo in spazio …. lo spazio cristallizza i processi, il tempo proietta invece verso il futuro e spinge a camminare con speranza” (Lumen Fidei, 56).
Ed in chiusura, come per un naturale svolgersi di eventi, il tavolo dell’aula convegni si fa Altare e l’assemblea si fa Chiesa, “una, convocata, celebrata nell’Eucarestia”. In un unico afflato invochiamo il “Padre, Hijo y Espiritu Santo, Dios de la Vida y Señor de la Historia …. comunidad y familia” perché ci renda “mensajeros de esperanza .. costructores de paz en la justicia … testigos de tu amor en la comunidad” (Inno a Santa Cabrini).
Salutiamo il Collegio che ormai percepiamo come familiare e in cui ci sembra di sentire il “passo leggero” di Madre Cabrini “pronta sempre e dovunque a dare aiuto e a esercitare un’oculata “vigilanza” e andiamo “anche noi” con la consapevolezza di una chiamata che si è estesa a tutti e di una missione che è per tutti.
La porta della fede è aperta.

Angela Di Giorgio
Complesso Integrato Columbus
Roma

Altre testimonianze

Per la prima volta abbiamo partecipato ad un incontro europeo de “La Famiglia Cabriniana”, svoltosi a Madrid nel settembre di quest’anno; e per la prima volta, insieme a mia moglie che lavora presso l'Istituto di Torino, abbiamo preso l'aereo! Un viaggio stupendo! Il raduno si è tenuto nella casa-collegio che l’allora Regina di Spagna (parliamo del 1907) donò a Madre Cabrini, dopo averla convocata a corte, affinché aprisse un orfanotrofio, salvando così tanti bimbi e bimbe che, altrimenti, avrebbero potuto fare chissà quale fine.
Ho visto la partecipazione attiva di tanti giovani ex allievi, e anche di persone che vi lavorano, all’interno di questo grande complesso: ampi campi di pallavolo, basket, piccole piste atletiche, palestre interne e quant’altro per lo svago degli alunni. Un bellissimo teatro che lì chiamano: “La sala rossa”, per il colore delle poltrone; un ottimo sistema di traduzione simultanea: ciascuno di noi era dotato di cuffie, poiché il dibattito era rigorosamente in lingua spagnola, e anche perché vi erano persone di altre nazionalità.
Il tema era “PORTE APERTE ALLA FEDE”, un motto che possiamo definire antico, ma anche attuale. Sempre. Ciascuno, nello specifico, rispecchiava le proprie attività: dal medico all’infermiere, dall’operatore scolastico all’insegnante, dal generale al soldato di truppa, tutti con un obiettivo preciso: ogni azione giornaliera, deve essere accompagnata dalla Fede, che rende ogni attività meno pesante!
Mi ha colpito molto l’intervento di alcuni medici che hanno descritto la loro giornata lavorativa accanto agli ammalati! Il medico, si sa, è come un missionario … anzi, è un missionario … il suo compito è quello di curare l’ammalato, ma al tempo stesso è anche quello di curarne lo spirito di chi la sofferenza la vive di prima persona … alla Beatificazione di Don Carlo Gnocchi vi era un motto che diceva: “ACCANTO ALLA VITA SEMPRE!” E nella casa e nella “Famiglia Cabriniana” questo motto è sempre vivo e presente!
Nella realtà del mondo moderno, dove vige il profitto, l’egoismo, il falso ideologico, il perbenismo interessato, la figura del medico, come quella dell’in-segnante, o anche del semplice lavoratore, collaboratore, di chi insomma ha realmente voglia di dedicare la sua opera quotidiana ai bisognosi, lo deve fare credendo in un valore ben definito che è la Fede!
Nei suoi scritti, Madre Cabrini mette sempre la Fede in primo piano: “tutto posso in Colui che mi dà forza e coraggio!” E’ un monito questo, che non è rivolto solo alle sue “Figlie”, ma a tutti coloro i quali hanno quella Fede, quel valore cristiano in cui credono. Vivere la Fede in prima persona, come hanno fatto gli apostoli prima, e i santi dopo! Vivere la Fede, vuol dire anche donare se stessi per amore del prossimo, nel nome di Gesù. Ma al giorno d'oggi, questo prezioso “dono divino”, sembra lasciar spazio ad altri ideali privi di ogni base cristiana, fatti di assoluta inadempienza umana, dove prevale il profitto, insomma ideali vuoti!
E in questo contesto che si è tenuto il raduno della “Famiglia Cabriniana”, dall’esperienza di chi, ogni giorno, si affianca a chi soffre, cercando rifugio nel proprio medico, per chi è ammalato, nella propria maestra, per i bimbi, gli adolescenti, i ragazzi, nei collaboratori e collaboratrici, nelle Suore, che con spirito vocativo nel nome della loro Fondatrice Madre Cabrini, donano il loro contributo!
Il compito della Scuola Cabriniana è quello di dare una formazione spirituale e morale ai giovani che saranno quelli che domani dovranno affrontare le problematiche della vita quotidiana, essere pronti per un'avventura che ti porta a creare nuove famiglie basate su valori fondamentali del cristianesimo e osservarne le leggi.
Giovanni Paolo II diceva: “Prendete la vostra vita e fatene un capolavoro!” su questo invito i giovani devono muoversi: ricchi nella Fede e nella Speranza, per un futuro migliore, facendo tesoro dell'insegnamento di Santa Francesca Cabrini, apprezzandone i valori e esaltando l'operato di chi si prodiga a far conoscere questa dottrina, dando l'esempio della vera cristianità!
Giuseppe Cascone
Torino

Assemblea della Famiglia Cabriniana - Ottobre 2010

Stefano Portioli racconta come si è svolta l'Assemblea della Famiglia Cabriniana che si è tenuta a Roma dal 22 al 24 ottobre 2010